venerdì 6 marzo 2009

una scuola per il futuro

Gent.le ministro, spett. istituzioni,
desidero farvi sapere
che la scelta che avete fatto non porta da nessuna parte.

La scuola è uno dei pochi ambiti educativi dove si respira un'aria di rispetto,
accoglienza, impegno educativo e possibilità di sperare in un futuro
migliore.
Tagliare fondi a questo settore basilare è come tagliare le ali ad un
aquila o le radici ad un albero.
Chiedo con forza che blocchiate questa strada perversa per ripensare
una scuola a misura di bambino/ragazzo/adolescente, in divenire, con
tutte le attenzioni e la cura che si deve offrire a chi dovrà fra
qualche anno far camminare questo nostro paese.
Se proprio dovete fare economia, iniziate a ridurre gli stipendi dei
politici, varando una legge che ancori le paghe dei pubblici
amministratori, politici e persone inserite in ruoli di governo, non
oltre 5 volte la paga di un lavoratore di livello più basso, impegnato
in attività industriali, commerciale o agricole, con la clausa che
questa paga potrà essere aumentata solo quando vengono aumentate le
paghe di riferimento.
Dare un mazzata alla scuola per problemi di bilancio è una soluzione
che aumenta il dislivello tra la popolazione, riduce la possibilità di
accedere alla conoscenza nel caso in cui ci siano delle difficoltà di
apprendimento, favorendo la divisione anzichè l'armonizzazione e
mettendo ai margine categorie e gruppi socialmente più svantaggiati.

Non possiamo stare a guardare, ora parliamo e manifestiamo, più tardi
sciopereremo, più avanti ancora non vi voteremo più.

Nella fiducia che la voce dei cittadini abbia ancora un valore
nell'etica della politica, porgo distinti saluti

Maria Nichele