giovedì 26 febbraio 2009

Signor Ministro ci ripensi!

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Ministro Mariastella Gelmini
Viale Trastevere, 76/A - 00153 ROMA
Direttore Generale: Dott. MARIO GIACOMO DUTTO

USRV - Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (MIUR)
Riva de Biasio S.Croce 1299 - 30135 Venezia
Direttore Generale: dr.ssa Carmela Palumbo
Assessore alle Politiche dell'Istruzione e della Formazione
Elena Donazzan
Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901 - 30123 Venezia
P.C. al Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica
di Padova e Provincia


Sono un'insegnante di scuola primaria con vent'anni di ruolo nella provincia di Treviso.
Attualmente sono insegnante prevalente in una classe prima di 25 alunni.

La legge 169 e i Regolamenti di attuazione non solo tagliano ma sconvolgono una scuola che funziona, come dimostrano le indagini internazionali rispetto a questo segmento di istruzione.

Come si può pensare di tornare a un unico maestro con classi di 30 alunni (27 più il 10%), nelle quali sono inseriti bambini stranieri e allievi con varie forme di disagio (disgrafie, dislessie, disturbi di attenzione, ...), molto spesso anche alunni con handicap non certificati!
Come può un insegnante unico farsi carico della gestione di queste classi così eterogenee e complesse?

Le poche ore di contemporaneità, che tanto scandalo suscitano a Lei Ministro, hanno rappresentato invece l'unica risorsa per far fronte a molteplici necessità: alfabetizzazione di alunni non italofoni, recupero degli alunni in difficoltà, copertura degli alunni che necessitano di sostegno (e ai quali vengono date sempre meno ore), sostituzione dei docenti assenti fino a 5 giorni e in molti casi anche oltre, insegnamento di discipline come l'informatica, che necessitano della costituzione di gruppi meno numerosi per accedere ai laboratori, e l'elenco potrebbe continuare.

Mi spiega dov'è la qualità della scuola di cui Lei parla quando leggo che con 150 ore di formazione sono obbligata a insegnare l'inglese, mentre la mia collega laureata in lingue dovrà fare la maestra unica e insegnare italiano, matematica, storia,.... ciò una serie di discipline che non ha mai insegnato prima e per le quali non si è mai aggiornata!

E poi qual è il fondamento pedagogico di un modello base di sole 24 ore settimanali?
Ha provato a togliere da 24 ore, le 3 ore di inglese e le 2 di I.R.C.?
Restano 19 ore settimanali per tutte le altre discipline! E per giunta con 30 alunni per classe!
Si è chiesta quale tipo di progettazione educativo-didattica dovrà inventarsi questa maestra unica per sviluppare le competenze previste dalle Indicazioni per il curricolo?
Che conseguenze avrà questo taglio di ore?
(Le ricordo che complessivamente Lei taglia più di un anno di scuola rispetto ai cinque attuali).
Non comprometterà seriamente la formazione delle nuove giovani generazioni?

La gestione del personale e la valorizzazione delle competenze professionali non possono essere decise per Legge o Regolamento, ma devono essere affidate all'autonomia delle singole istituzioni scolastiche.

Forse, di questi tempi, alcuni tagli si potrebbero anche giustificare (quelli in oggetto sono esagerati!) ma quello che proprio manca nei Suoi provvedimenti è un minimo di buon senso!

I risultati già si vedono: a pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni aumentano le classi nelle scuole paritarie private e diminuiscono in quelle statali!
Del resto non poteva che accadere questo: la circolare per le iscrizioni ha gettato le scuole nel caos e i Dirigenti scolastici statali non hanno potuto dare nessuna certezza ai genitori; addirittura neppure garantire mense e trasporti scolastici, per poi non parlare di 24 - 27 - 30 o 40 ore, condizionate da un organico sconosciuto!
I genitori hanno preferito iscrivere i figli nelle scuole private la cui offerta è rimasta invariata e soprattutto è ben definita.

La prego, provi Lei a spiegarmi e convincermi che queste scelte sono un investimento per il futuro e per una scuola di qualità e non uno svuotamento culturale e pedagogico finalizzato unicamente alla distruzione dell'attuale sistema pubblico di istruzione che garantiva pari opportunità a tutti!

Mi scusi per la veemenza con cui Le scrivo, dettata dal rancore che è andato crescendo in questi ultimi mesi nel vedere distruggere un modello scolastico pedagogicamente fondato, nel quale i precedenti Ministeri dell'Istruzione avevano tanto investito.

Marisa Zara.